Una domanda che mi sento fare spesso (o che scorgo negli occhi di chi si approccia alla scuola libertaria) è se i bambini educati con questa modalità “cresceranno senza regole” o saranno totalmente anarchici ed inetti nell’affrontare poi una vita sociale normata, nel momento in cui “faranno i conti con la vita all’esterno”. Per rispondere, fermiamoci un attimo a pensare cosa significhi davvero “essere liberi”? IMG_20160229_211927

Il concetto di libertà, infatti, è tutto fuorché un qualcosa di facile da maneggiare e gestire, perché ci richiede uno sforzo costante di empatia e autoregolazione. Il bambino libertario non è mosso da un turbine di spinte egocentriche ed egoistiche volte solo all’auto-soddisfacimento, ma impara fin da piccolissimo e con l’esempio concreto dei grandi a fare i conti con le regole della comunità: presto impara che la sua libertà finisce dove invade quella altrui. Questo sforzo quotidiano, costante, in mezzo agli equilibri sociali del gruppo, lo costringe a fare un gran lavoro su sé stesso e fin da piccolissimo. Capisce che “libertà” non significa poter fare tutto quello che si vuole, ma essere in costante attenzione e in atteggiamento empatico nei confronti degli altri. Il gruppo si auto-determina e lui si deve auto-educare, trovando delle regole discusse e condivise che permettano il quieto vivere.

Vi faccio un esempio. Ginevra adesso, quando litighiamo, mi parla e utilizza la “regola del basta”: è una regola che si sono scelti da soli i bimbi a scuola, per la quale se qualcuno diventa molto infastidito e ha bisogno dell’interruzione immediata di un gioco dice “basta!” e il gioco molesto deve terminare subito. I bambini rispettano questa regola stabilita da loro stessi con grande serietà. Per i più piccoli diventa un appiglio poiché sanno che possono interrompere le dinamiche moleste con la tutela del gruppo, il quale interviene coeso se il molestatore non smette subito. Sono tutte regole ultra-semplici, ma prese molto sul serio dai bambini perché non vengono imposte dall’alto. IMG_20160317_170223

Ho visto la mia bimba maturare e crescere di più a livello sociale e relazionale in soli sei mesi di scuola libertaria che in un anno di asilo “classico”. La scuola libertaria non è un ambiente protetto e ovattato: la mancanza della delega all’autorità del grande, responsabilizza il bambino che deve trovare da sé  le modalità di cooperare, condividere, tutelarsi e stare in comunità.

Scuola libertaria e libertà | SCUOLA

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