Oggi corro, ma prima?

Dopo troppi anni passati a mettermi in un angolo per il lavoro, la casa e la maternità, di punto in bianco ho guardato quella me appannata, riflessa nello specchio e non l’ho riconosciuta più.

E’ lì che è successo. Senza preavviso, una sera di luglio dell’anno scorso ho deciso:

Provo a correre! Non importa se mi ha sempre fatto schifo, se non sono capace e non ho fiato. E’ l’unico sport che posso fare dove, quando e per quanto voglio, senza costi.

Ho puntato la sveglia alle sei e la mattina dopo mi sono alzata, approfittando del sonno della famiglia ho infilato il primo paio di sneakers a portata di mano e sono uscita.

Sono uscita solo con l’idea di stare bene, di sentire il mio corpo che si riattivava, i muscoli che prendevano forza.
Buttando l’orologio e ascoltando il mio cuore, le mie sensazioni, la musica del mio respiro.
Senza paragoni e senza obiettivi, né di tempi né di percorrenze.

Da allora le settimane passavano e io correvo.
Correvo almeno tre volte a settimana, quasi sempre al mattino prestissimo quando tutto era ancora assopito.
E stavo bene!
Talmente bene che dopo un po’ ho iniziato a guardare di nuovo l’orologio e i km: volevo vedere fino a dove potevo spingermi…

Oggi corro quattro volte a settimana, corro quando sono tesa e ho la testa troppo piena di pensieri, ma corro soprattutto perché mi rende felice.
Oggi corro col buio, con la pioggia, con la neve, il gelo, il sole.

Il running è un ottimo strumento di mindfulness: mi permette di stare sola col mio corpo e con le mie forze. Mi riconcilia, chiamando alla mia attenzione tutto il corpo e la mente.
Oggi corro dieci chilometri senza troppo affanno (se vado piano), preparo la mia prima Milano Relay Marathon e sogno il prossimo traguardo.

Non so dove mi porterà questa avventura, ma intanto mi ha insegnato che

ogni crisi, anche la più profonda, è sempre una grande, inequirapabile opportunità e, ancora una volta, abbiamo dentro di noi tutte le risorse necessarie per uscirne

Oggi corro, ma prima? | MY LIFE

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