quattro nonne

Avere il privilegio di vivere con tanti nonni è qualcosa di non troppo diffuso e scontato quando l’età del primo figlio si sposta sempre più verso i quarant’anni. I casi della vita per noi hanno reso possibile questa fortuna e oggi voglio dedicare un pensiero particolare alla parte femminile, le nostre quattro nonne.

Credo nella potenza matriarcale e ho avuto diverse dimostrazioni del fatto che le famiglie siano condotte su equilibri sottili, fili invisibili mossi e tenuti insieme quasi sempre dalle donne. La parità di genere è una chimera, quando si tratta di accudimento parentale e durata di un’unione famigliare: la natura ha sbilanciato il carico in modo tanto insostituibile quanto faticoso (soprattutto nei primi anni di vita dei piccoli) sulla parte femminile. Avere la possibilità di confrontarti con ben quattro nonne/donne è un bagaglio che ti seguirà per tanto tempo.

Tu bimba ancora infatti non comprendi a fondo quanto sia grande il beneficio di poter parlare, giocare, ridere, essere supportata da quattro donne che ti amano così profondamente, oltre alla mamma, ma spero che tra qualche anno tu possa apprezzarle tutte e godere di queste affinità elettive predisposte dalla natura.

Parlo del poter sentire i racconti della trisnonna Luigina, che il 2 gennaio ha spento 101 candeline e per la quale potrei fermarmi qui: tutti possono intuirne la ricchezza di esperienze e la fonte di vissuto che racchiude un percorso tanto lungo; una persona che c’era quando il mondo viveva le due guerre mondiali, il boom economico, il femminismo, la guerra fredda, il nascere furioso della tecnologia digitale… con l’imprinting mentale di “un’altra generazione”, ma la curiosità di voler capire negli anni duemila cosa fossero una mail ed un computer, tanto per dirne una. Una luce che scorre in un corpo che inizia a sentirsi stanco, soprattutto nelle gambe e nella vista, ma un cervello presente e calato nella realtà, da far invidia a una 70enne.

La bisnonna Susy, figlia di Luigina, so sixties e prodotto di una cultura che non amo particolarmente, è la nonna più influenzata dal suo periodo storico e con la quale io ho un rapporto molto contrastante e sofferto. La nonna che mi mette davanti al limite forse più grande dell’essere mamma: il non passare ai figli le mie sofferenze e il lasciarli vivere liberi un rapporto senza la mia etichetta. Con lei è una prova più per me che per te. Le altre due nonne Rossella ed Isabella (figlia di Susy, mia mamma) sono l’essenza della nonna, pur così diverse tra loro. Nonna Ross, libera e fiera, attiva e indipendente. Nonna Isa un Peter Pan in versione femminile, dolce e paziente.

Siamo cinque donne con i propri ideali, convinzioni, esperienze e se tu prendessi un pezzetto da ognuna di noi vedrei concretizzato uno dei miei auguri per la tua crescita: cercare sempre punti di vista diversi per mettersi in condizione di guardare il mondo con occhi curiosi ed empatici.

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