La scorsa settimana c’è stata la ricorrenza che da diversi anni mi rende triste e felice allo stesso tempo, la festa dei nonni.

Sono stata fortunata per essermeli goduti per un lungo periodo. Oggi, che solo nei ricordi posso trovare la maggior parte di loro, la festa dei nonni assume una dolcezza malinconica.

Quest’anno vuoi per la festa dei nonni, vuoi per le coincidenze, mi è mancata tantissimo la mia nonna Luigina. Unica e inimitabile bisnonna Luigina che si è spenta l’estate scorsa a centouno anni, lucida e presente.

Quando mi cade la quotidianità e il peso dell’assenza diventa palpabile, è lì che mi vengono a trovare i nonni.

Basta qualsiasi ricordo per innescare il processo. Come una foto che mi capita tra le mani per caso mentre sto cercando una bolletta. Proprio settimana scorsa ho trovato una busta con le foto del suo centesimo compleanno. Foto che ritraggono una Ginevra agghindata in un vestitino rosso che le appoggia la manina sulla spalla o la aiuta a scartare il regalo.

E mi manca tantissimo, mi viene in mente a gennaio dell’anno scorso mentre diceva:

Ne ho 101, quindi ne ho uno! Faccio il giro, ricomincio!

Capite perché dico unica e inimitabile?

Mangio la pizza e torno con la memoria alla nostra pizza. Quella che per tanti anni abbiamo impastato insieme, condito con i capperi, le acciughe e l’origano, gustato come se fosse la più buona del mondo. E per me lo era davvero, come la sua minestra con il formaggino o le polpette che solo lei sapeva fare.

Perché sono sicura che non era il gusto in se, ma l’amore.

Vado a fare la spesa e nel reparto merceria la mia attenzione è catturata dai kit del punto croce. Quei kit così vintage che a me graffiano il cuore, perché ricordano il nostro passatempo preferito delle lunghe giornate d’autunno.

Con lei ho passato tanti anni bambini: nell’orto con le piante di patate, nel pollaio, coi conigli. Era semplice e contadina, nel senso più puro che questa parola possa descrivere. Mi ha insegnato a cucire e ricamare, mi ha raccontato le storie e recitato le poesie che si ricordava a memoria. Aveva fatto la terza elementare, ma se ne ricordava ancora a memoria le poesie e pochi anni fa avrebbe voluto possedere “il computer” per capire cosa fosse una mail.

Il tè con i biscotti, anzi con le maddalenine…

Era del 1915, ha vissuto due guerre mondiali, ha fatto la mondina, poi il boom economico, gli anni ’70, ’80, ’90. Il 2000, il 2010. Ha visto nascere sua nipote, poi me (bisnipote) e Ginevra (trisnipote). Fanatica dei TG, la TV sempre accesa.

E’ la festa dei nonni e, semplicemente, mi manca.

Qui avevo scritto altre riflessioni sulle nonne e anche Rosario aveva parlato di lei.

Quella festa dei nonni un po’ dolce e un po’ amara | MY LIFE

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