Ho ancora i vestiti bagnati dalla pioggia di Dublino che già mi chiedo perché sono qui. E’ difficile pensare che un viaggio di lavoro di nemmeno 72 ore possa provocare un terremoto interiore così intenso. Eppure è quello che mi sta succedendo, perchè il viaggio era a Dublino e l’evento negli headquarters Google Europa.
E se aggiungo che è stato il mio primo volo aereo dopo una pausa lunga ben 12 anni si spiega meglio?

I am a dreamer, what’s your superpower?

Ho sempre ammirato i viaggiatori, i frequent flyers, chi aveva la possibilità di vedere posti nuovi, persone diverse, culture inaspettate. Ho guardato per tanti anni con il binocolo questo popolo itinerante, viaggiando con la fantasia e guardando splendide fotografie, leggendo e innamorandomi.
Ma dando sempre per assunto che tra me e loro ci fosse una separazione netta.

Mi è stato difficile negli ultimi dieci anni vivere le esperienze che per gli altri under 30 erano di rigore.
Quando a vent’anni abbandoni casa per non tornarci più, quando lavori full-time e l’università provi a farla pagandotela a rate, da privatista, studiando di notte. Quando a venticinque anni sei mamma…

E’ stato il percorso che mi permette di essere ora quella che sono, di avere una bimba che è il mio tutto. Ma è anche stato il percorso che mi fa tornare da Dublino così sognante, così diversa.

Ho la testa piena di idee per il mio lavoro, di progetti, di ispirazione. Ma soprattutto ho gli occhi e il cuore pieni di curiosità per il mondo, un mondo che c’è là fuori e che mi sono sempre negata.
Davanti mettevo anche un’assurda paura, che adesso so che è “assurda”, ma prima mi sembrava insormontabile: la paura di volare. Al punto che solo il Sig. Google poteva convincermi a mettere di nuovo i piedi su un aereo.

Google è un posto indescrivibile, uno di quei place-to-be che se visiti non ti fanno più tornare indietro come eri prima, perchè ormai sai che c’è. E questo sarà un bel problema. Leggerne articoli è un conto, girarci per due giorni tutt’altra storia.
Dublino una città nordica tranquilla, fresca e ventilata. Mi porto via le sue facciate dei pub decorate, il salmone buonissimo e la Guinness nera.
I Dubliners sono da scovare in un pub che suona musica dal vivo, a notte fonda.

Sono state 72 ore frenetiche, stancanti, ricche. Ore che hanno un nonsochè di nuovo inizio.

Dublino, Google & Guinness | TRAVEL
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