Sembra che gli ultimi eventi mi stiano guidando a parlare solo di animaletti verdi e indifesi (forse un piccolo contrappasso per farmi superare la paura atavica dei serpenti), fatto sta che prima ho parlato di rospi e stasera sto pensando ad una lucertola.

Ieri pomeriggio, approfittando del sole debole di montagna, sono andata come di consueto a fare una passeggiata con la mia bimba e camminando per il paesino abbiamo incontrato un gruppetto di bimbi, tutti tra i 4 e i 9 anni. Stavano correndo qua e là eccitati.

lucertola

Nulla di strano fino a qui, che bello il bambino che ancora esce e corre libero e felice all’aperto! Già, se non fosse che i suddetti bambini erano eccitati per aver catturato una lucertola, l’avevano squartata viva e la stavano vivisezionando in quel preciso istante. “Guarda il cuore! I polmoni! Si sta aprendo!”

Tu li guardavi da lontano, cauta e osservatrice come sei e io non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa stessimo sbagliando come classe genitoriale. Ti ho portata via. Sono scappata, presa da una grande rabbia che in quel momento volevo rivolgere contro i bambini, ma che andava rivolta evidentemente altrove.

Perché un bambino può trovare grasso divertimento nell’uccidere senza pietà un animale? “E’ solo una lucertola. Sono solo dei bambini”. Perché già a quattro anni ci si diverte a strappare la vita a un animaletto indifeso, per puro gioco? E perché gli adulti si muovono nell’indifferenza più totale o, al massimo, giustificano? Le sensibilità sono diverse e soggettive, legate alla cultura di origine, ai modelli, agli esempi e a tante altre variabili, ma purtroppo quando inciampo in questi episodi mi sento tanto inadeguata ad affrontarli, perché sono troppo distanti dal mio modo di essere.

E quando tu crescendo mi farai domande io ho paura che non saprò davvero cosa rispondere… Intanto stasera ho la piccola lucertola e i suoi cento grammi di peso sul cuore.

 

Di una piccola lucertola e del nostro futuro | ESSERE MAMMA
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2 pensieri su “Di una piccola lucertola e del nostro futuro | ESSERE MAMMA

  • 11/04/2016 alle 9:36
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    Ciao Monica, quando ero bambino, negli anni 80, alcuni miei compagni di scuola si divertivano a dare la caccia alle lucertole o altri piccoli animali per poi torturarli nei modi più orrendi. Ricordo che rimasi scioccato la prima volta che lo vidi. Collegando la tua riflessione a ciò che ho letto di Alexander S. Neill posso suppore che una tale violenza gratuita espressa verso un essere indifeso rifletta la violenza utilizzata da uno o entrambi i genitori nei confronti del bambino. Quest’ultimo poi sfoga il suo odio verso i genitori in questo modo. Se ripenso alla mia esperienza da bambino e a quella dei miei amichetti, trovo che possa esserci un riscontro tra la teoria di Neill e questi episodi.

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    • 12/04/2016 alle 10:16
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      Ciao Max, grazie per questo commento. Anche io ricordo di svariate torture verso gli animali da parte dei miei compagni di scuola. Non conoscevo la teoria di Neill, sicuramente approfondirò! Buona giornata!

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