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L’ostaggio più difficile | MY LIFE

Non ci sono parole per descrivere una separazione. Vivi un processo che assomiglia in tutto e per tutto a un lutto, in cui la morte però non riguarda una persona cara. Il lutto riguarda il tuo percorso, tutto quello che hai fatto, sognato, progettato, te stessa.

E “te stessa” è l’ostaggio più difficile.

Non si può scappare, non si può evitare. E’ un dolore che arriva sordo e lontano, in fondo al petto. Piano piano lo accogli e realizzi che la persona che hai accanto non è più chi può contribuire alla tua felicità, al tuo equilibrio. Anzi, è proprio la concausa del disequilibrio e dell’infelicità.

Non ci sono colpe e non ci sono vincitori. Chi più chi meno, a volte provi per anni ad aggiustare l’inaggiustabile.

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Parole, speranze e attese. | MY LIFE

Perché parole, speranze e attese?

Perché ho voluto parlare.

Anche quando era scomodo, quando poteva spezzare il confine sicuro dei non-detti e quando forse il confronto sarebbe stato un punto di non ritorno. Ho detto quelle verità tanto scomode che fanno male, ma che guariscono.

Perché ho cercato di sperare.

Nel lieto fine anche nelle situazioni difficili, nelle promesse illusorie, nelle possibilità di recupero. Mi sono alzata quando il grigio era dentro, ho usato la fantasia come colore e la tenacia come pennello.

Perché ho dovuto aspettare.

Che le persone ritrovassero loro stesse, che fossero pronte, che sciogliessero i nodi del passato e sconfiggessero le loro paure. Mi sono messa in fila attendendo il mio turno. E quando sono arrivata allo “sportello” spesso era chiuso.

E anche se ho visto fallire la maggior parte dei miei progetti importanti, sono andata avanti.
Quando tutti intorno a me dicevano il contrario, quando ogni mia scelta era controcorrente, quando ho fatto male alle persone pur di provare a trovare me stessa ed essere felice.

Ho imparato a girarmi e ad andarmene a testa alta.
Consapevole di aver fatto il possibile.
Che non fa soffrire di meno, ma fa crescere di più.

Leggi anche il mio post sulla capacità di lasciar andare.

Lasciar andare: una forza e una risorsa | MY LIFE

Lasciar andare…

Negli ultimi mesi ho pensato tanto e scritto poco, mentre attraversavo una fase molto altalenante.
Una fase che oggi mi costringe ad affrontare l’esercizio del lasciar andare.

Ho scoperto che lasciar andare persone, sentimenti, aspettative è una caratteristica necessaria, propria delle persone equilibrate.

Lasciar andare comporta non rimanere prigionieri emotivi di situazioni che in nessun modo, in quel momento, potrebbero andare diversamente.
Lasciar andare significa accogliere le nostre emozioni di tristezza e disillusione, accettarle e perdonarci.

Trattenere a noi, con il pensiero e le azioni, una persona che in quel periodo della propria vita non è pronta a starci accanto, non solo è controproducente ma è anche vampiro di energie positive e possibilità diverse.

Non lasciatevi ingannare dalla nostalgia di “quel che poteva essere”. Non poteva essere nient’altro, altrimenti lo sarebbe stato.

Un sentimento non corrisposto arriva a lacerarci il cuore.
Non importa quante rughe abbiamo sulla pelle, perché un cuore rotto fa sempre male nello stesso modo.

Ma lasciamole andare.
Le persone viaggiano sui loro treni.
Nessuno può prevedere dove arriveranno e se i percorsi si incroceranno ancora.

Tutto ci arricchisce, soprattutto i punti di vista nuovi.
Chi è coraggioso, è libero.
E io so di esserlo.

Potrebbe interessarti…
Qui trovi il post in cui racconto del mio 2017.

Il 2017 a cuore aperto | MY LIFE

2017.

Duemiladiciassette sei stato decisamente l’anno più duro che abbia mai affrontato. Sei arrivato dopo un paio di anni già in salita per dimostrare di essere il re della festa.

Gennaio è iniziato con lo scoccare dei trent’anni, una ricorrenza che non ho festeggiato presa dalla tristezza e da un grande senso di solitudine. Per cercare di ritrovare me stessa allora ho corso… Col sole, col ghiaccio, con la pioggia, col vento. E nella mia azienda ho sponsorizzato un progetto di team building basato proprio sulla corsa, in cui ho provato emozioni uniche: tre mesi intensi nei quali ho vissuto sulla pelle l’energia del gruppo e ricevuto tanto aiuto professionale e personale. Allo stesso tempo ho fronteggiato anche critiche, invidie, qualche cattiveria e ho dovuto lavorare il triplo per difendere il mio valore.

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Nonostante | MY LIFE

Non è vero che in amore vince chi fugge: in amore vince chi resta nonostante.

Nonostante i corpi che cambiano, i difetti che si acuiscono, nonostante le brutture di innumerevoli giorni che si rincorrono tutti uguali.
Nonostante le stanchezze e le incompresioni.

Perchè non esistono i per sempre, esistono i tutti i giorni.
Ci si sceglie tutti i giorni.

Credo nelle persone che si parlano e nelle persone che si ascoltano.
L’amore non segue tattiche come in una guerra.
Segue le montagne russe delle emozioni. Quelle che, sì, a tratti ti fanno confondere e ti rendono fragile.
Ma le stesse che ti rendono forte, protetto, invincibile.

Costanza, pazienza, equilibrio.

Bisogna saper essere e saper diventare.
Bisogna volere.

E io ci credo ancora, a tutto questo. E me lo auguro. Nonostante.

In fondo…

Vola solo chi osa farlo.

Leggi anche il mio post sulla resilienza.

Un novembre difficile… | MY LIFE

A tratti annaspo. Evito come la peste le persone per non sorbirmi i “Come stai?”.

Perché la verità è che mi sento soffocare per la maggior parte del tempo.

Un po’ ovunque inizio a percepire la gioia, le festività, i discorsi sulle decorazioni di Natale.

I vari “A te e famiglia”.

E questa oppressione dal petto proprio non se ne va.

Vorrei sorridere alla vita, come ho fatto tante volte. Trovare il positivo, una parte felice.

Ne sono stata capace in passato, ma questa volta non riesco a guardare altro se non quello che mi manca.

La felicità.

Quella festa dei nonni un po’ dolce e un po’ amara | MY LIFE

La scorsa settimana c’è stata la ricorrenza che da diversi anni mi rende triste e felice allo stesso tempo, la festa dei nonni.

Sono stata fortunata per essermeli goduti per un lungo periodo. Oggi, che solo nei ricordi posso trovare la maggior parte di loro, la festa dei nonni assume una dolcezza malinconica.

Quest’anno vuoi per la festa dei nonni, vuoi per le coincidenze, mi è mancata tantissimo la mia nonna Luigina. Unica e inimitabile bisnonna Luigina che si è spenta l’estate scorsa a centouno anni, lucida e presente.

Quando mi cade la quotidianità e il peso dell’assenza diventa palpabile, è lì che mi vengono a trovare i nonni.

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